VICK

BUONA PENSIONE LEO!!

L’INTERVISTA: LEONARDO BRUSCAGIN, CHEF CONCIERGE DEL GALLERIA VICK DI MILANO, SI RACCONTA…

Di recente abbiamo voluto fare una chiacchierata con il nostro caro amico e collega Leonardo Bruscagin, Chef Concierge del Galleria Vik di Milano. Anche per lui è giunto il momento di appendere la borsa al chiodo, perciò Leonardo ci ha raccontato com’è cominciata la sua carriera lavorativa, le sue soddisfazioni professionali maturate nel tempo e di quanto il nostro lavoro si sia evoluto negli anni. Ora sta a noi fare la nostra parte, affinché la figura del Concierge continui ad essere in futuro la figura imprescindibile dei nostri alberghi…

Quasi sempre si è introdotti nel mondo dell’ospitalità per aver parlato o sentito raccontare da qualcuno varie storie di questo mondo, e da quel momento la passione per questa professione sarà sempre in te per tutta la vita lavorativa in hotel. Lavorare nell’ospitalità è bello e gratificante, ma nello stesso tempo, ti sacrifica molto della tua vita privata. Soprattutto all’inizio quando si è alla prime armi: non ci sono sabato o domenica, Natale o Pasqua. Si lavora però, con gioia e dedizione all’ospite nella speranza che un domani potrai passare anche te con i tuoi cari il Natale, il Capodanno oppure altre festività. Fare il Concierge e farlo soprattutto, in Case di un certo spessore, ti porta ad essere in contatto con personalità importanti di tutto il mondo. Devi organizzare il loro soggiorno nella tua città, ma non solo. Questo è il motivo principale per essere informato e curioso su cosa succede o succederà in città o nelle zone limitrofe che potrebbero essere oggetto di informazioni da parte della clientela. Sei a contatto con reali, Capi di Stato, imprenditori, attori, cantanti ma anche con cittadini diciamo “normali”. Tutti però vanno trattati allo stesso modo. Quando alla sera torni a casa dopo un’intensa giornata di lavoro, ti senti orgoglioso e felice di aver soddisfatto molteplici ospiti con le più svariate domande o richieste, dalle più semplici alle più complicate, che richiedono un attimo di riflessione prima di dare una risposta. Senza mai dimenticare che per qualsiasi richiesta c’è una soluzione e che mai si deve dire all’ospite che non è possibile esaudirla. Per questo bisogna sempre avere anche la collaborazione da parte di tutto lo staff e il supporto di colleghi di altri hotel o di altre città per trovare la soluzione alla richiesta. Per fortuna ci sono i colleghi delle Clefs d’Or con i quali l’interscambio avviene continuamente anche se ora internet ci facilita il lavoro enormemente. Mi ricordo che quando cominciai questa professione esistevano solo delle sgualcite rubriche che andavano spesso riscritte, perché scrivendoci in molti con calligrafie diverse a volte erano di difficile comprensione. Adesso invece tutto viene classificato e memorizzato dentro la “scatola magica” che con un click, ti consente di trovare tutto quello di cui necessiti senza essere mal intrapreso. Spesso ti poni delle domande sul “Perché molta gente abbia timore di parlare con quel personaggio”. Semplicemente rispondo che quando inizi a parlarci normalmente, ti rendi conto che è una persona come tutte le altre. Sarà che il nostro lavoro ci porta a parlare con tutti e proprio per questo che non ci sentiamo in soggezione con chi le ritiene “inavvicinabili”. Gli ospiti vedono in noi quella figura familiare, quella a cui raccontare segreti che ad altri non andrebbero mai a svelare. Sanno che il Concierge per loro è un confidente, il prete nel confessionale, e che mai andrà a raccontare quello che ci hanno esternato. Poi un giorno arriva il momento di dire basta. Di chiudere un percorso di vita che tanto di ha dato per lungo tempo. Questa pandemia con tutte le problematiche che ha creato all’economia turistica, credo abbia riservato la parte più drammatica e triste, con un futuro molto nebuloso, specialmente alla nostra categoria di lavoratori. Per questo motivo ho deciso di lasciare ora, dopo tanti anni dietro al banco, ma anche fuori. A questo punto non mi resta che augurare, soprattutto ai più giovani, di poter rivivere presto le gioie che ho vissuto io nella mia lunga carriera, sperando però che i cambiamenti in atto nel mondo alberghiero lascino sempre la figura del Concierge nei futuri organici dello staff.

Leonardo Bruscagin

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