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IL CULTO RELIGIOSO IMPRESSO DALL’ARTE

ALLA SCOPERTA DELL’ITALIA: LA CITTA’ DI SAN FRANCESCO

 

Assisi è conosciuta in tutto il mondo per la sua atmosfera ricca di sacralità, dove il visitatore è inevitabilmente condizionato dalla memoria francescana. Ma le sue meraviglie architettoniche e culturali non sono le uniche ragioni di una visita, perché qui ad Assisi si respira pace ed armonia che consentono di staccarsi dalla frenesia della quotidianità che ci circonda…

 

L’Umbria è una terra di straordinaria bellezza, considerata il “polmone verde” d’Italia per le campagne, i paesaggi collinari, le montagne, le foreste, i fiumi e i laghi, ma soprattutto è una delle regioni più piccole del nostro Paese a custodire gelosamente le tracce del suo glorioso passato. Una delle mete umbre più ambite è senza dubbio la città di Assisi. Costruita in pietra bianca e rossa del monte Subasio, sul quale si allunga con terrazzamenti artificiali, Assisi conserva nella struttura urbanistica, con le sue vie ripide e tortuose, l’originaria impronta medievale. I monumenti storici e le preziose testimonianze artistiche ne fanno uno dei centri culturali e turistici di maggior prestigio in Europa. Ci sembra d’obbligo cominciare il nostro tour dalla magnifica Basilica di San Francesco, luogo sacro per eccellenza poiché qui sono conservate le spoglie del santo. Secondo un’antica tradizione fu lo stesso Francesco a scegliere il luogo dove essere sepolto. Si tratta della collina inferiore cittadina dove abitualmente venivano seppelliti i condannati dalla giustizia. Più tardi, questo colle venne ribattezzato “Colle Paradiso” e su di esso fu edificata la nuova basilica. La chiesa è tra le maggiori rappresentazioni del gotico italiano e possiede alcune finalità: innanzitutto è il luogo di sepoltura di San Francesco che, già pochi anni dopo la sua morte, venne considerato una figura di estrema importanza nella storia del Cristianesimo; la seconda quella legata al papato che vedeva nei frati francescani, dopo un lungo periodo di ostilità, gli alleati principali per risaldare i legami con i ceti popolari. L’edificio è composto da due chiese sovrapposte, probabilmente perché non fu opera di un solo maestro, dove la chiesa inferiore è in stile romanico e priva di elevazione con le crociere larghe e i pilastri bassi e tozzi per sostenere il grave peso della chiesa superiore, creando così un ambiente buio adatto alla meditazione. Mentre la chiesa inferiore con le sue architetture massicce dà l’idea di una cripta, la chiesa superiore, slanciata e luminosa, si presenta col suo stile gotico, influenzato da quello francese, con una certa originalità italiana. Questo edificio sacro viene esaltato dalle sapienti mani dei più grandi artisti del Trecento quali Giotto e Cimabue, dove vengono rappresentati episodi biblici legati all’Antico e al Nuovo Testamento nella parete alta e lungo il transetto, mentre nelle pareti sono raffigurate le predicazioni e le storie del santo. Usciti dalla Basilica percorriamo Via S. Francesco, principale arteria pedonale di Assisi che ci porta fino a Piazza del Comune. Luogo dove le innumerevoli ed eleganti vetrine ci invitano a visitare i negozi di articoli religiosi e di arte sacra, scolpiti in legno pregiato e dipinti a mano, ceramiche artistiche finemente decorate con oro e metalli preziosi. Ma a richiamare la nostra attenzione lungo questa via pedonale sono, soprattutto, i negozi che espongono le specialità locali, come il classico tartufo nero dal sapore particolarmente intenso, i tradizionali salumi tra cui la corallina, il pecorino di Norcia e il pampepato, il dolce natalizio dalla forma rotonda preparato con mandorle, pinoli, uva passa e un mix di spezie quali cannella, pepe e noce moscata. Questo connubio di profumi e di visioni invitanti, ci porta a prendere posto nel vicino ristorante “la Taverna de l’Arco”, un locale storico in perfetta linea con la fisionomia medievale assisana con soffitti molto alti e muri in pietra. Tra i piatti sublimi che meritano di essere assaggiati sono senza dubbio il tagliere umbro, composto da un misto di salumi, formaggi e bruschette, le pappardelle al ragù di cinghiale e l’uovo con il tartufo e gli asparagi. Consumate le prelibatezze della cucina locale, riprendiamo la marcia in Via San Francesco da dove raggiungiamo Piazza del Comune, detta anche Piazza Grande, fin dal medioevo cuore pulsante della vita sociale, culturale e politica della città. Qui si affacciano eleganti edifici come il palazzo dei Priori con la sua volta affrescata, la chiesa di Santa Maria sopra Minerva con le sue imponenti colonne romane e la fontana monumentale dai tre leoni che, con i suoi zampilli d’acqua, dona un elemento aggiuntivo al fascino della piazza, soprattutto di notte. Continuiamo il nostro cammino lungo la via dietro Piazza del Comune, dove siamo colpiti dall’indiscutibile bellezza della cattedrale di San Rufino, un vero esempio dell’architettura romanica umbra. A colpo d’occhio notiamo che a sinistra è affiancata da un’alta torre campanaria mentre la facciata è suddivisa in tre parti: nella parte bassa ci sono tre portali con lunette, scolpiti con leoni, grifi e animali allegorici; la parte centrale è decorata da rosoni, uno centrale più grande ornato da statue che raffigurano i quattro evangelisti e due rosoni più piccoli ai lati, mentre la parte superiore, invece, risulta spoglia. A conclusione del nostro tour assisano, saliamo per via Porta Perlici raggiungendo la Rocca Maggiore, una fortezza medievale imponente e austera che domina il centro storico sottostante. L’edificio fu realizzato nel XII secolo come castello feudale e ospitò con ogni probabilità Federico II di Svevia. Vale la pena visitare gli interni della Rocca da dove ammirare gli affascinanti saloni che custodiscono diverse ricostruzioni tematiche ispirate alla vita medievale. Ma è uscendo dalla fortezza che si gode della vista di un panorama tra i più ampi e suggestivi che fanno dell’Umbria il vero polmone verde d’Italia.

Marco Rinaldo

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