Entrata ristorante Do Forni

LA CITTÀ È VIVA

VENEZIA: RIAPRE IL RISTORANTE DO FORNI

Il noto Ristorante Do Forni è tappa obbligatoria quando si è a Venezia, un locale tipico che si caratterizza per una cucina tradizionale secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Grazie al suo innato senso dell’ospitalità e alla passione per la cucina, Eligio Paties è riuscito negli anni, anche in questo difficile periodo storico legato al Covid, ad acquistare fiducia non soltanto con la clientela estera, bensì con quella locale distinguendosi così tra i più apprezzati ristoranti cittadini…

 

La storia del celebre ristorante “Do Forni” si riconduce al periodo di massimo splendore della Repubblica di Venezia; qui, infatti, oltre ad una piccola osteria, si trovava il forno che produceva pane e dolciumi per il vicino convento di San Zaccaria. Una volta caduta la Serenissima nel 1797, il forno venne chiuso e la vicina osteria ampliò i suoi spazi diventando così nel corso dell’Ottocento un vero ristorante con la denominazione che tutt’oggi mantiene. Dal 1973 il locale è affidato alla sapiente cura di Eligio Paties il quale, grazie al suo amore per la ristorazione, è riuscito a farne meta ambita per tutti coloro che si recano in città e desiderano essere accolti secondo le più nobili tradizioni dell’ospitalità. Come molti ragazzi dell’epoca, Eligio lascia la città natale di Aviano in giovane età per fare esperienza, studiando presso la scuola alberghiera di Losanna e poi a Venezia. Ed è proprio nella città lagunare a inizio degli anni ’70 che Eligio Paties acquista il ristorante, diventando nel corso del tempo il punto di riferimento per i veneziani, ma anche di personaggi illustri quali Bettino Craxi, Carlo d’Inghilterra, Richard Nixon e Oscar Luigi Scalfaro per citarne alcuni. Inoltre, nel 2011 ebbe l’onore di poter cucinare nei sacri palazzi di San Marco per Papa Benedetto XVI in occasione della sua visita a Venezia. Certamente la sua fama non si riconduce solo all’ambiente raffinato nei suoi particolari, ma anche nella scelta costante di prodotti freschi e stagionali provenienti dai vicini mercati di Chioggia e di Marano Lagunare, alla pasta rigorosamente fatta in casa e la vasta gamma di vini che soddisfano anche i palati più esigenti. Scelta che ancora oggi Eligio Paties mantiene intatta e che gli garantisce quel successo nato proprio dalle sue attenzioni verso l’ospite, vera chiave di volta che nel corso degli anni hanno classificato il “Do Forni” tra i migliori ristoranti veneziani per la sua indiscussa qualità e professionalità. Venezia, come tanti ricorderanno oltre al Covid19, ha dovuto fare i conti col fenomeno dell’acqua alta occorso tra fine anno e principio del nuovo, che l’hanno pesantemente messa in ginocchio azzerando la presenza dei turisti. Pertanto, la stragrande maggioranza dei locali veneziani, piccoli, stretti ma perfetti per la socialità fra bicchieri di vino, chiacchierate fra amici e fragorose risate, non potendo assolvere alle nuove normative anti Covid, hanno preferito chiudere. D’altronde, le misure di distanziamento imposte dal Governo avrebbero significato fallire prima del tempo, motivo per cui molti proprietari di bar, ristoranti, trattorie e osterie hanno preferito non rischiare. Nonostante la stretta, alcuni ristoratori più fortunati hanno potuto riaprire, seppure in versione ridotta, i propri locali.

Fra questi anche il Do Forni che per voce del suo proprietario ci racconta che: “Per fortuna il mio ristorante è ampio e mettere i tavoli a un metro l’uno dall’altro non è un problema e neppure il distanziamento tra commensali. Seguendo il regolamento riesco ad accomodare una settantina di persone in piena sicurezza, visto che durante questo periodo di chiusura ho colto l’occasione per restaurare il locale e le cucine, trascorrendo il tempo con gli operai per mettere in pratica tutti gli accorgimenti necessari per riaprire serenamente. All’ingresso – continua – ho voluto predisporre una colonnina con il gel per disinfettare le mani. Il personale sarà dotato di mascherina e guanti e agli ospiti verrà fornito un menù usa e getta. Il plexiglass c’è solo alla cassa, dove è difficile osservare la distanza minima. Il ristorante ha riaperto com’era prima – ci confida Paties – anche se non è più come prima”. Al grande entusiasmo di riaprire, segue, però, un po’ d’amarezza nelle sue parole, dovuta al fatto di essere stato costretto a lasciare buona parte del suo personale in cassa integrazione senza l’aiuto delle banche. “Quei famosi finanziamenti agevolati hanno un iter lunghissimo ma sono sicuro che Venezia ce la farà a riprendersi; l’importante è non dobbiamo abbassare la guardia – conclude Paties – perché il pericolo è sempre dietro l’angolo. Ora vediamo come si prospetterà la stagione, soprattutto, perché bisogna dare il segnale che la città è viva. Si deve creare un po’ di movimento perché fuori dal portone del mio locale c’è un mercato tutto da conquistare. Non sarà facile ma bisogna ricominciare e andare avanti”.

Marco Rinaldo

 

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