I-MANZO

LA “STOFFA” DEL CONCIERGE

LE NOSTRE INTERVISTE: LEONE MANZO SI RACCONTA

È sempre un piacere tendere l’orecchio e ascoltare coloro che hanno dedicato la propria vita nell’accoglienza, rivelandoci storie, aneddoti e curiosità. Perciò abbiamo avuto il piacere e l’onore di lasciar la parola al nostro caro amico Leone Manzo che, attraverso il suo curioso racconto, ci fa capire che la nostra figura professionale non finirà mai di meravigliarci…

 

Sono andato in pensione all’inizio del 21° secolo quando ormai erano cambiate tutte le modalità di comunicazione sia con gli ospiti che con i fornitori. Molti pensano fossero progredite, ma dal canto mio, attingere alla mia rubrica contatti piuttosto che risolvere situazioni facendo direttamente una telefonata, erano il miglior modo tangibile per soddisfare i desideri degli ospiti illustri che alloggiavano al Gran Hotel Quisisana. Il lavoro di Concierge ai miei tempi era un impegno in prima persona, bisognava essere a conoscenza di tutto e di tutti, avere contatti ovunque e con chiunque. La nostra rete Chiavi d’Oro era fittissima e legatissima con una catena di montaggio, i nostri amici Concierges erano sempre pronti ad aiutarti. E gli ospiti si affidavano completamente a noi durante i loro soggiorni, anche perché non c’era concorrenza mediatica! Vorrei raccontarvi un aneddoto che mi è capitato negli anni 90 quando a Capri era difficile trovare articoli particolari e tantomeno non esisteva “Amazon” o qualsivoglia vendita on line! L’allora senatore della Virginia USA John William Warner aveva l’hobby della pittura e scrisse via fax tramite la sua agenzia che si sarebbe fermato a Capri solo se avesse avuto tutto l’occorrente per la sua passione! Ovviamente feci in modo tramite la nostra compagnia di fiducia che forniva le auto per i transfer da Napoli aeroporto al Porto di comprarmi tutto l’occorrente, ed in primis delle tele che aveva espressamente chiesto, visto che non poteva trasportarle in aereo! Quando arrivò in camera e trovò cavalletto e tela pronti ad accoglierlo nel salotto della sua Suite Penthouse volle conoscermi e mi chiese che se avessi avuto bisogno di qualcosa negli Stati Uniti lui me l’avrebbe fornita. A quei tempi, mio figlio Giuseppe iniziava la sua carriera diplomatica all’ambasciata Italia a Washington DC e quindi ebbi la sfrontatezza di chiedere al Senatore se fosse passato di lì poter inviare un saluto a mio figlio! Lui ci andò e suscitò in Ambasciata una grande meraviglia ed esordì dicendo a mio figlio: “Se hai la stessa stoffa di tuo padre, arriverai lontano”. Ebbene, ora mio figlio è Ambasciatore Italiano a Buenos Aires ed io sono molto orgoglioso di questo, ma particolarmente di tutte le occasioni che il mio lavoro mi ha dato e sono gradi ai miei colleghi delle Chiavi d’Oro, nonché a tutti i miei collaboratori e fornitori con cui sono stato in rapporto durante i miei 42 anni di servizio nella conciergerie di lusso.

Leone Manzo

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