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NAPULE È…

Il turista moderno “viaggia” sul web ancor prima di visitare di persona le città che ha scelto di scoprire, tanto che è già informato sulle principali attrazioni. E allora bisogna stupirlo con itinerari meno noti che possano consentirgli di apprezzare luoghi inediti e di “postare” sui social, foto particolari e cartoline indimenticabili.

Di scatti suggestivi capaci di catturare quegli attimi struggenti di un viaggio indimenticabile nella città partenopea se ne potrebbero mettere insieme tanti. Ma, mai come quelli che fermano i momenti di vita quotidiana miscelati tra storia, arte e artigianato locale. Napoli è così. Una città che agli itinerari che portano i turisti a visitare i grandi musei di Capodimonte, il Madre e l’Archeologico, il lungomare con il Castel dell’Ovo o piazza del Plebiscito e il Maschio Angioino, alterna il centro storico capace di riservare piacevoli sorprese a chi è in cerca di tour insoliti. Ed è proprio da qui che noi cominceremo il nostro viaggio. Oltre alla via dei maestri artigiani presepiali, San Gregorio Armeno, c’è via dei Tribunali dove di solito, dopo aver gustato una buona pizza, è consigliabile visitare la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e ascoltare la storia commovente di Lucia, sposa deceduta prima di salire all’altare, ove il suo teschio con il velo da sposa viene venerato dalle giovani coppie in cerca di serenità. Ma ad un ospite che vuole conoscere una Napoli “diversa”, propongo spesso un itinerario alternativo: le scale di Napoli. Ce ne sono più di 200 e ognuna di loro metteva in comunicazione le zone distanti della città. Fra queste, quella più battuta negli ultimi tempi è la Pedamentina, la scala realizzata per facilitare il trasporto dei materiali per la costruzione, che si estende con i suoi quattrocento gradini dal corso Vittorio Emanuele al piazzale di San Martino, dove è situata l’omonima Certosa. Un percorso magico che, tra panorami mozzafiato, attraversa casali, orti e vigne. Arrivati a destinazione lo sforzo sarà però ricompensato da una magnifica vista sulla città in cui si individua Spaccanapoli, il decumano che divide in due il centro storico. La seconda scala è quella del Petraio che collega corso Vittorio Emanuele al Vomero, dove eleganti palazzi in stile Liberty si alternano ai “Bassi”, le abitazioni a piano terra caratterizzate dagli immancabili panni stesi. La terza scala è il Moiariello, che unisce via Foria con la Reggia di Capodimonte e che parte dall’Orto Botanico stendendosi poi lungo il percorso dove si incontrano la Torre del Palasciano e l’Osservatorio astronomico. Percorrendo queste strade potrebbe accadervi, come è successo a me, che per chiedere semplicemente un’informazione ci si trovi dentro qualche casa con degli abitanti orgogliosi di condividere con voi il panorama di cui godono quotidianamente. Napoli, però, è anche la città dell’amore, con i suoi panorami da cartolina e tanti scorci romantici. E proprio partendo dal Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, in pieno centro, subito dopo aver fatto una breve passeggiata, si incontra vico Santa Maria delle Grazie, uno dei tanti vicoletti dei Quartieri Spagnoli che sbucano su via Toledo, meglio conosciuto come il “vicolo dell’Amore”. Qui è d’obbligo scattare un selfie tra le tante frasi inneggianti all’amore riportate su dei cartelli a forma di cuori. Subito dopo esserci inoltrati in questo vicolo, si sbuca nel cuore dei Quartieri Spagnoli dove troviamo la Chiesa di Santa Maria Francesca delle cinque piaghe di Vico Tre Re a Toledo. In questo luogo sedersi sulla sedia della santa è propiziatorio per le coppie che desiderano allargare la famiglia. Alla fine del nostro percorso è d’obbligo, per le coppie innamorate, consumare la cena in uno dei ristoranti panoramici di Marechiaro, la “Fenestrella”. È questo uno dei luoghi più romantici della città dove – si dice – tanti amori abbiano avuto inizio e tanti altri, sono sicura, ne nasceranno ancora.

Marina Monaco

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