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CHE SIA L’ALBA DI UNA RIPRESA

Solo se i turisti italiani che nel 2019 hanno passato le vacanze all’estero, trascorreranno quelle di quest’anno in Italia, gli operatori sarebbero in grado di colmare in buona parte questa perdita. Infatti, se sommiamo i 295 milioni di room-nights degli italiani che nel 2019 hanno soggiornato all’estero sommati ai 215 milioni dello stesso anno di coloro che sono rimasti in Italia, potremmo ridurre le perdite per l’eventuale mancata presenza dei turisti stranieri che, con ogni probabilità, sarà confermata.

L’emergenza sanitaria internazionale legata al Covid19 ha colpito duramente l’economia italiana e il primo settore del terziario a pagare questa pesante pena è stato il turismo. Per circa due mesi le nostre città sono rimaste deserte, come se fossero state abbandonate in fretta e furia dagli abitanti scappati all’improvviso. Le serrande dei locali si sono abbassate, lasciando aperti solo gli esercizi commerciali di prima necessità, come supermercati e farmacie. Anche gli alberghi sono stati costretti a chiudere a seguito del numero incalcolabile di disdette ricevute, trovandosi in una situazione di stand-by senza sapere ancora oggi, quando e se potrà ripartire quest’anno la stagione turistica. Al momento, sebbene alcune regioni mostrano segnali di apertura, le altre sono ancora imbrigliate tra conti e fattibilità. Ma la domanda che tutti ci stiamo ponendo è: “Come potrà rimettersi in moto il turismo in Italia dopo aver subito questo duro colpo causato dal Coronavirus, consapevoli dell’enorme importanza che riveste nell’economia nazionale”? Una recente indagine effettuata dalla World Capital ha delineato un possibile scenario di ripresa parziale del settore turistico per via della stagionalità del turismo, in cui il 50% delle presenze totali annuali si registra nel trimestre giugno-agosto. Non va, tuttavia, dimenticato che da sempre il turismo estero occupa una fetta non indifferente di presenze totali sul territorio italiano, che il forte impatto del Covid19 in Italia sul periodo marzo a luglio, ha spazzato via oltre il 50% delle presenze annuali. Recuperare questa percentuale perduta non è semplice, ma se solo avessimo in Italia la presenza dei turisti italiani che nel 2019 hanno trascorso le vacanze all’estero, gli operatori sarebbero in grado di colmare in buona parte, questa perdita. Infatti, se sommiamo i 295 milioni di room-nights di italiani che nel 2019 hanno soggiornato all’estero sommati ai 215 milioni di room-nights dello stesso anno contabilizzate in Italia, potremmo dedurre che gli italiani saranno in grado di sostituire l’eventuale mancata presenza dei turisti stranieri che, con ogni probabilità, sarà confermata nei prossimi mesi. Tuttavia, risulta difficile per le famiglie italiane pensare di programmare una vacanza in questo momento critico tanto che il Governo ha appena varato un corposo decreto da 4 miliardi di euro che finanzierà il turismo e la cultura che, primi fra tutti, hanno pagato maggiormente le conseguenze dell’epidemia. Il decreto, presentato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte la sera del 13 maggio, servirà a risollevare le attività turistiche colpite dal virus e incentiverà il turismo locale, concedendo bonus vacanze alle famiglie italiane che desidereranno soggiornare nelle strutture ricettive nazionali. Il bonus è riconosciuto ai nuclei familiari con un reddito annuo non superiore a € 35.000 e sarà utilizzabile dal 1^ luglio al 31 dicembre di quest’anno da un solo componente per nucleo familiare pari a € 500, scendendo a € 300 per le famiglie composte da due membri e per i single si concederanno € 150. Il bonus sarà per il 90% sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura ricettiva, mentre il 10% verrà corrisposto in forma di detrazioni d’imposta al momento delle dichiarazioni dei redditi. Dunque, in base ai dati forniti dall’INPS, sarà l’Agenzia delle Entrate a stabilire chi potrà avvalersi dei bonus vacanze. Come prevedibile, appena avuta l’approvazione del decreto, sono montate le polemiche perché il bonus – si dice – escluderebbe l’utilizzo alle piattaforme digitali quali Booking ed Expedia. Speriamo, infine che questa manovra governativa, indirizzata ad interventi significativi per il turismo possa, soprattutto, portare ad una lenta ripresa della nostra economia.

Marco Rinaldo

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