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CIAO VIRGINIA!!

LE INTERVISTE: VIRGINIA CASALE UN’ITALIANA IN CANADA

È sempre un vero piacere avere la possibilità di poter intervistare i nostri amici e colleghi di altre nazioni, solo così si ha modo di confrontarsi e di crescere professionalmente. Questa volta abbiamo voluto porre alcune domande curiose a Virginia Casale, Chef Concierge dell’Hotel Bonaventure di Montréal e grande donna dell’ospitalità…

 

 

 

di Marco Rinaldo

 

Virginia, l’anno che ci siamo lasciati da poco alle spalle è stato davvero difficile per tutti noi a causa della pandemia. Sappiamo bene che la tua vocazione è quella di insegnare il ruolo del Concierge nelle scuole, dunque ci vuoi raccontare come l’hai affrontato e se pensi di aver trasmesso ai ragazzi la tua stessa passione anche se eri distante da loro?

Devo dirti la sincera verità, non capivo nulla di cosa stesse succedendo. Seguo molto la TV italiana, perché sai bene che il mio cuore rimarrà sempre in Italia e non ci volevo credere che questa terribile pandemia potesse raggiungere l’America così velocemente. Ero davvero terrorizzata per la mia famiglia, in particolar modo per mio padre che ha la sua età e a tutte le persone a me care. Ho sempre lavorato nella mia vita e trovarmi di punto in bianco rinchiusa in casa è stato un trauma difficile da superare, come per tutti noi del resto. Durante questo periodo il nostro gruppo canadese delle Clefs d’Or ha costantemente tenuto degli incontri via Zoom per mantenerci aggiornati sulla nostra professione, organizzando fantastici webinar e son certa che in molte nazioni lo si continui a fare non solo per la professione in sé, ma anche per sentirsi più uniti e vicini per affrontare tutti assieme questo momento critico. Chiaramente ho tenuto dei webinar anche con i miei studenti, perché come giustamente hai detto, questa è la mia vocazione ma non posso negarti il fatto che sia stato molto complicato tenere delle lezioni stando seduta in casa di fronte ad uno schermo. Durante le mie video-lezioni è venuto a mancare il contatto con le persone e tutti noi sappiamo quanto questo sia importante, perciò reputo che non appena il turismo riprenderà vita il nostro ruolo sarà quello di risvegliare il contatto umano, perché purtroppo è venuto a mancare per diverso tempo. Noi avremo il dovere, dunque, con il nostro approccio caloroso di far sentire i nostri futuri Ospiti al sicuro come se fossero Ospiti di casa nostra!

 

Il 25 aprile si sta avvicinando e tutti noi sappiamo che è una data importante che ricorda la fondazione della nostra grande famiglia delle Clefs d’Or. Tu quest’anno come celebreresti questa importante data sapendo che il congresso non potrà svolgersi? Pensi di tornare a farci visita il prossimo anno sapendo che anche noi in Italia festeggeremo i 70 anni della nostra fondazione UICH?

Purtroppo quest’anno dovremo accontentarci di celebrare il 25 aprile, giorno importante per la UICH, attraverso videochiamate e lo faremo parlando del nostro passato. Reputo che l’unico modo per aumentare la visibilità sia coinvolgere tutti i media possibili affinché la nostra professione non venga dimenticata. Mi rende davvero felice sentire che la UIPA voglia ripartire celebrando il suo Congresso Nazionale a Pisa l’anno prossimo, proprio laddove tutto è cominciato settant’anni fa.

 

Ricordo che hai avuto modo di assistere al nostro congresso nazionale a Palermo nel 2015 e, durante la giornata della conferenza, hai voluto esaltare l’importanza al giorno d’oggi che ha la donna Concierge. Quali novità hai da raccontarci a tal proposito?

Sono davvero orgogliosa che tu mi abbia fatto questa domanda, perché ho dedicato 2 anni della mia presidenza internazionale su questo tema. Dieci anni fa ho stimato che circa il 17% degli associati UICH erano donne, oggi questa percentuale è quasi raddoppiata e di questo non posso essere che contenta! La cosa che mi renderebbe ancor più felice è la presenza di una donna all’interno del Direttivo Internazionale. So benissimo che per una donna è difficile combinare la vita privata, il lavoro e la vita associativa, ci sono passata anch’io quando fui segretaria e poi presidente, ma credo che una figura femminile all’interno della squadra dia quel tocco di diplomazia in più che la stessa squadra necessita nel momento in cui ci sono delle decisioni da prendere. Dunque mi auguro con tutto il cuore che continui a crescere in modo costante la presenza della donna Concierge nel mondo e che qualcuna di loro possa presenziare presto la squadra del Direttivo UICH.

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