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CORONAVIRUS: FASE 2 E APP IMMUNI

La storia ci insegna che il 29 ottobre 1929 venne ricordato con l’appellativo di “martedì nero” causato dalla crisi economica che vide precipitare la borsa di New York, il 21 febbraio 2020 invece rappresenta il “venerdì nero italiano”, quel maledetto giorno che fece emergere i primi contagi nel nostro paese.

Mentre a inizio gennaio cominciavamo a pensare ai buoni propositi per l’anno nuovo ed eravamo totalmente all’oscuro dell’emergenza sanitaria che si sarebbe creata, un nuovo virus notevolmente contagioso e del tutto sconosciuto cominciò a dilagare nel globo. All’inizio, mai si era pensato che questo virus all’apparenza così “lontano” avrebbe potuto diffondersi causando problemi legati alla salute degli individui, ai sistemi sanitari ed economici. Ma in poco più di due mesi lo scenario mondiale è cambiato fortemente, rendendolo ai nostri occhi irriconoscibile, costringendoci a condurre una vita difficile. La storia ci insegna che il 29 ottobre 1929 venne ricordato con l’appellativo di “martedì nero” causato dalla crisi economica che vide precipitare la borsa di New York, il 21 febbraio 2020 invece rappresenta il “venerdì nero italiano”, quel maledetto giorno che fece emergere i primi contagi nel nostro paese. Un giorno che rimarrà indelebile nelle nostre menti e nella storia dell’intera umanità. Il contagio in Italia continua a diffondersi a inizio marzo, soprattutto al nord, obbligando così il Governo a emanare molteplici decreti che prevedono l’uscita di casa dei cittadini, con le dovute precauzioni, solo per motivi di necessità ed urgenza, come per fare la spesa, per l’acquisto di farmaci o per motivi di salute oppure per andare al lavoro. I dati forniti giornalmente dalla Protezione Civile hanno disegnato una curva con una forte crescita esponenziale di contagio da Covid-19, causando il decesso di innumerevoli pazienti colpiti da questo terribile virus. Da un paio di giorni, però, una luce di speranza si comincia ad intravedere alla fine di questa lunga galleria; infatti, si registrano meno contagi e molti pazienti vengono dimessi dai nostri ospedali, facendo cambiare la rotta della curva verso una lenta ma costante discesa. E se anche i numeri enunciati dalla Protezione Civile possano essere rincuoranti, la prudenza resta la parola d’ordine, soprattutto quando a inizio maggio terminerà la validità dell’ultimo decreto emanato dal Governo, facendo scattare la fase 2. Pertanto, dal 4 maggio si assisterà ad una riapertura graduale del Paese che vedrà ripartire i settori manifatturieri e delle costruzioni insieme ad alcune attività commerciali, senza tralasciare le regole generali di cautela e di distanziamento sociale. Oltre alle precauzioni già conosciute e attuate dal Paese fino alla fine dello stato di emergenza, il Governo ha deciso recentemente di rintracciare i movimenti delle persone nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus tramite una nuova App denominata “Immuni”. La sua funzione sarà quella di monitorare l’utente risultato positivo al Covid-19, che avrà facoltà di dare il consenso all’utilizzo dei suoi dati, in modo da rintracciare tutti i contatti avuti nei giorni precedenti, ripercorrendo la cronologia dei suoi movimenti. Secondo quanto enunciato dal Capo del Governo Giuseppe Conte, l’App potrà essere scaricata su base volontaria a partire da maggio (dunque non obbligatoria) e comincerà ad essere impiegata in alcune regioni. La questione su chi gestirà la mole di dati resta ancora aperta, anche se appare evidente che la custodia verrà affidata a una struttura pubblica. Come prevedibile, sono già emerse diverse questioni legate alla privacy e al trattamento dei dati personali, ma il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha dichiarato che i dati verranno salvati su server pubblici e italiani nel rispetto delle leggi nazionali e sovranazionali sulla privacy. Il punto fondamentale è che questa nuova App funzioni correttamente e che oltre a garantire il benessere di tutti i cittadini, sia inter-operativa, ovvero in grado di collezionare i dati insieme alle altre autorità sanitarie mondiali. Per questo motivo, siamo chiamati fin d’ora ad accogliere ogni forma di collaborazione per il nostro bene e per quello di tutti i cittadini del mondo.

Marco Rinaldo

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