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THE FUN SHIPS

VIAGGI: ANDARE IN CROCIERA

Il turismo crocieristico ha conosciuto uno sviluppo importante negli ultimi anni ed è diventato uno dei settori più floridi e dinamici del comparto turistico. Ma com’è nato questo fenomeno e come si è sviluppato nel tempo? L’idea che una vacanza sul mare risulti molto costosa ed estremamente noiosa è ancora diffusa. In realtà, le compagnie di navigazione ormai propongono ogni anno offerte promozionali, praticando sconti e condizioni di viaggio vantaggiose, allo scopo di andare incontro alle più svariate esigenze di mercato…

 

Le prime crociere risalgono alla seconda metà dell’Ottocento quando la Peninsular and Oriental Steam Navitation Company offrì il suo primo servizio crocieristico nel Mediterraneo: a quel tempo, però, il servizio che veniva offerto dalle compagnie di navigazione avveniva tramite l’utilizzo di navi cargo che non erano certamente confortevoli e tantomeno veloci; ai passeggeri veniva concesso semplicemente un viaggio transoceanico. Successivamente, con i flussi migratori avuti luogo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, le compagnie marittime compresero le necessità di velocizzare il trasporto, scegliendo di fare tappa diretta dal porto di partenza a quello di arrivo, eliminando scali intermedi. Con il passare del tempo le navi da crociera diventarono il principale mezzo di trasporto della società di élite in tutto il mondo, fino a quando, agli inizi degli anni Cinquanta, la nascita del trasporto aereo mise in forte crisi la crociera come mezzo di trasporto di passeggeri su lunga distanza. La profonda crisi del trasporto marittimo passeggeri dovuta all’incremento del trasporto aereo e alla conseguente riduzione dei tempi di viaggio, registrò in quegli anni anche una sostanziale riduzione dei flussi migratori verso le Americhe. Le compagnie aeree minacciarono pesantemente le imprese impegnate nel trasporto marittimo, perdendo così sempre più quote di mercato. Si comprese dunque la necessità di reinterpretare le proprie navi focalizzandosi su alcuni aspetti: prima di tutto valorizzare le attività che si potevano svolgere a bordo e, non meno importante, proporre percorsi articolati che contenessero viaggi multi-destination, in quanto la velocità del viaggio non rappresentava più il fattore dominante. A partire dagli anni Settanta nasce, quindi, la nave da crociera che, da semplice mezzo di locomozione, comincia ad essere concepita come un vero e proprio “luogo di vacanza”: per fare ciò, si cercò di far assumere alla nave una nuova configurazione tecnologica in maniera tale che essa perdesse le caratteristiche tipiche di un mezzo di trasporto via mare, per acquisire quelle necessarie a soddisfare la domanda turistica. Negli anni Sessanta il pacchetto crocieristico offerto si rivolgeva esclusivamente al mercato di lusso perché concepita per questo target di clientela molto ricca e che poteva permettersi di rimanere a bordo a lungo. Ma il fatto di rivolgersi ad un pubblico così esclusivo comportava un mercato piuttosto limitato che non avrebbe portato negli anni, alcun margine di crescita futura. A quel punto l’orientamento delle compagnie crocieristiche cambiò radicalmente attraverso politiche di marketing, pricing e di branding, tanto che negli anni successivi nacquero la Norwegian Cruise Line, la Royal Caribbean International e la Carnival Cruise Lines. Proprio quest’ultima riuscì ad entrare nel mercato con il concetto di fun ship, ovvero le navi progettate per l’intrattenimento delle famiglie medie americane. L’operazione di riposizionamento richiedeva, però, un contenimento di costi, in grado di tradursi anche in una differente politica tariffaria, in modo tale da rendere la crociera accessibile ad una più ampia fascia di mercato. Grazie a queste scelte, dagli anni ‘70 ad oggi i crocieristi nel mondo sono passati da circa 500.000 a quasi 16 milioni, un mercato dove domanda e offerta sono cresciute in parallelo con una capacità ricettiva che ha oltrepassato i 300.000 posti letto, caratterizzandosi per la sua dinamicità e con una clientela in costante crescita a livello globale. Come detto, questo è un sistema in grado di coinvolgere molteplici settori: turistico, amatoriale, assicurativo, finanziario, marittimo – portuale, e i cantieri navali senza tralasciare tutti i servizi a terra offerti ai passeggeri, dove all’Italia viene riconosciuto a livello europeo un ruolo di primo piano. Infatti, tra i paesi industrializzati il nostro Paese possiede la principale flotta di navi da crociera per stazza e occupa il quarto posto a livello mondiale dopo le Bahamas, Panama e Bermuda. A oggi le imprese crocieristiche hanno investito $ 67,7 miliardi nella costruzione di navi non ancora consegnate. L’arrivo del Covid ha purtroppo rivoluzionato le più rosee prospettive in quanto, rispetto ad altre tipologie di viaggio, in crociera è più difficile stare lontani dalla pandemia. Le navi oltrepassano i confini e sono spesso occasione di assembramenti, non ancora previsti dalle disposizioni dei protocolli emessi negli ultimi mesi.  Ma a Venezia sembra che ci sia una grande novità: l’imprenditore francese François Pinault, noto in città per i centri espositivi di arte contemporanea ubicati tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana, nonché fondatore della holding Artémis e di PPR che comprende brand di lusso come Gucci, Yves Saint Laurent e, in laguna, sta allargando le sue attività nel settore crocieristico di lusso. Proprio Artémis ha acquistato Ponant, operatore crocieristico di lusso di Marsiglia che, negli ultimi anni ha cambiato le sue dimensioni della sua azienda raddoppiando la flotta. Ora conta dodici navi tra cui lo storico veliero Le Ponant e Le Commandant Charcot, alimentata a gas naturale liquefatto. Le crociere previste quest’estate da Ponant con partenza da Venezia raggiungeranno mete mediterranee quali Croazia, Montenegro, Grecia e Malta con poco più di 200 passeggeri a bordo. Forse uno spiraglio di luce per il settore e chissà che questa iniziativa possa essere di buon auspicio nel rilancio del turismo.

 

Marco Rinaldo

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