bells-3633238_1280

UN LUOGO NELLA SOCIETA’ DEI “NON LUOGHI”

VIAGGI: IL TURISMO RELIGIOSO ITALIANO

Ogni quel volta che si sente parlare di turismo religioso lo si associa subito a Santiago de Compostela. In realtà, da anni questa forma di turismo è una fonte di ricchezza per il nostro Paese, in quanto l’Italia rappresenta uno dei maggiori luoghi di pellegrinaggio più celebri al mondo e che permette non soltanto di ripercorrere la storia camminando sui passi di importanti personaggi, ma di vivere fantastiche emozioni a 360 gradi…

 

Il viaggio a scopo religioso può essere considerato una delle prime forme di turismo; secondo l’ipotesi degli storici, il pellegrinaggio era già in uso agli albori dell’umanità. È interessante cogliere l’etimologia del termine “pellegrino”, dal latino peregrinus che a sua volta deriva da per ager ossia “attraverso i campi”. Quindi, per gli antichi Romani, il pellegrino non era altro che un semplice viandante e, soltanto in seguito, acquisisce un’identità religiosa. Infatti, nel Medioevo, il pellegrino diventò colui che intraprese un viaggio per incontrare il sacro e mettersi in comunicazione con il divino. Dunque, il pellegrinaggio è un fenomeno da sempre esistito e diffuso in tutte le religioni, con differenti pratiche e riti, e continua a rimanere vivo anche in epoca contemporanea, sebbene in parte desacralizzato. Al giorno d’oggi è fondamentale fare una netta distinzione tra il pellegrinaggio e il turismo religioso, in quanto spesso e volentieri vengono impiegati come sinonimi. Il pellegrinaggio è una forma di pratica di fede che ha luogo nei santuari, nelle chiese, nelle abbazie oppure nei conventi. È un viaggio che si caratterizza per essere compiuto esclusivamente per devozione, ricerca spirituale o penitenza, alla scoperta dei luoghi di culto e, soprattutto, alla ricerca di sé stessi e del proprio spirito devozionale. Il turismo religioso, invece, è considerata un’attività economico-sociale da organizzare e promuovere. Generalmente il turista religioso non possiede un’identità teologica se paragonato al pellegrino. Ciò che li differenzia in modo sostanziale sono le vere motivazioni che stanno alla base del viaggio. Spesso il turista è alla ricerca non soltanto della cultura, ma anche del divertimento, del relax e dei momenti di evasione. Di solito quando si sente parlare di turismo religioso lo si collega al noto cammino di Santiago de Compostela, certamente da considerarsi una vera esperienza di vita che, con la sua fitta rete di sentieri e percorsi che attraversano tutta Europa, permette di staccare la spina dalla solita routine quotidiana immergendo quella parte più profonda di noi stessi, condividendo con altre persone momenti così forti da riempire il cuore di ricordi e di emozioni. Ma non dobbiamo di certo sottovalutare il potenziale patrimonio artistico-culturale dell’Italia, in quanto oltre a possedere panorami mozzafiato, monumenti di grande pregio, alta moda e una cucina eccellente, il nostro Paese vanta interessanti itinerari spirituali che attirano ogni anno milioni di visitatori. Senza ombra di alcun dubbio l’itinerario religioso italiano non può non partire da Roma che, oltre ad essere una meta turistica di enorme importanza, è una delle città principali dove si respira aria di forte religiosità in ogni scorcio, in grado di attirare milioni di fedeli e di pellegrini ogni anno che provengono da tutte le parti del mondo. Oltre ad ospitare la Città del Vaticano, sede papale, Roma possiede innumerevoli chiese e monumenti sacri che sono parte integrante dell’offerta turistica religiosa: Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano oppure San Paolo fuori le Mura solo per citarne alcune. Altra meta prediletta dai fedeli è Assisi che, oltre ad essere una cittadina incantevole con diversi luoghi di culto concentrati in pochi chilometri, è diventata nel tempo il vero simbolo del pensiero di San Francesco noto per aver predicato povertà, pace, fratellanza e solidarietà. Anche la Puglia vanta il pregio con San Giovanni Rotondo di ricevere flussi di pellegrini desiderosi di pregare San Pio da Pietrelcina. Ma questi luoghi corrispondono alle mete dei pellegrinaggi più ambite in Italia, perché grazie al nostro ricco patrimonio culturale la lista potrebbe proseguire all’infinito. Negli ultimi anni il turismo religioso sta vivendo una rinascita esponenziale, un fenomeno così curioso se si pensa alla liquidità della società e alla frammentazione della persona, eppure il “religioso” è molto desiderato. La domanda turistica è alla costante ricerca di nuovi orientamenti, in grado di restituire un nuovo senso di viaggio, basato su fattori emozionali e sorprendenti, nel recupero delle matrici culturali e di luoghi inusuali, lontani dal turismo di massa e propense alla spiritualità. C’è da aggiungere che il pellegrino si è evoluto nel corso del tempo: in passato ci si muoveva per raggiungere solo ed esclusivamente la meta che poteva essere un Santuario oppure una Basilica. Oggi, invece, ciò che muove le persone è la ricerca di un “luogo”. Nella società dei “non-luoghi”, infatti, le persone ricercano di sentirsi accolti e riconosciuti, in situazioni in cui le relazioni sappiano offrire calore, patrimonio di cultura e tradizioni cercando di sentirsi stupiti da questi elementi, facendo in modo di ritornare a casa con un bagaglio di emozioni ed esperienze vissute, meglio se di unico e significativo, per ritrovare sé stessi e il senso di una vita affamata di speranza.

 

Marco Rinaldo

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

code