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IL SOMMO POETA

RICORRENZE: SETTECENTESIMO ALIGHIERIANO

 

Quest’anno sarà dedicato alla morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d’esilio, giusto 700 anni fa. Molteplici saranno le iniziative culturali che avranno luogo in tutta Italia, volte a ricordare il Sommo Poeta, simbolo del nostro Paese. La Divina Commedia, considerata uno dei suoi capolavori letterari più apprezzati inqualunque parte del mondo, è più che mai attuale al giorno d’oggi, in quanto riesce a diffondere anche a noi la speranza di riuscire presto a “rivedere le stelle” in questo travagliato momento storico…

 

 

Dante Alighieri può essere considerato il padre della lingua italiana, fu lui a cogliere l’importanza del volgare e a scrivere capolavori in quella particolare lingua. È proprio grazie alle sue opere quali “La Divina Commedia” e “Il De Vulgari Eloquentia” che la lingua italiana ha potuto svilupparsi e oscurare il latino che, fino a quel momento, era considerata la lingua principale. Lungo tutto il corso della vita Dante fu considerato uno dei massimi esponenti letterari e culturali del periodo. Nonostante fosse apprezzato per le sue opere, le sue idee politiche lo portarono all’esilio dalla natia Firenze nel 1304 dopo un duro scontro avuto con papa Bonifacio VIII e vagare come “ospite” nelle più importanti corti italiane del tempo. L’esilio forzato durò fino alla sua morte avvenuta nel settembre 1321 a Ravenna, dove Dante era ospite alla corte di Guido da Poletta, podestà della città romagnola. A seguito della sua morte, numerose figure di spicco dell’epoca onorarono la scomparsa del Sommo Poeta, tra questi Giovanni Boccaccio fu certamente quella che ebbe il ruolo più importante. Fin dalla metà del XIV secolo Boccaccio iniziò a diffondere in maniera capillare il culto Dantesco. Se il valore culturale di Dante è sopravvissuto nei secoli arrivando ad essere universalmente riconosciuto in tutto il mondo, parte del merito va a Boccaccio e ai suoi seguaci che si sono impegnati attivamente perché non venisse dimenticato e i suoi capolavori letterari non venissero oscurati dalle sue idee politiche.  Ancora oggi Dante è considerato una figura fondamentale per la nostra nazione, a dimostrazione del fatto che la grandezza del suo operato e il servizio reso alla cultura italiana ha oltrepassato il tempo, immortalandolo per sempre nell’Olimpo culturale. In occasione del 700esimo anno dalla morte di Dante, simbolo indiscusso dell’italianità ma soprattutto della toscanità nel mondo, un ricco calendario di eventi culturali unici e imperdibili celebreranno la sua intramontabile grandiosità. Attualmente le due giornate consacrate al Sommo Poeta sono: il 25 marzo chiamato anche “Dantedì” che, oltre a celebrare fin dai tempi remoti il Capodanno fiorentino e la Vergine Maria protettrice della città, corrisponde all’inizio del viaggio del poeta nell’aldilà della Divina Commedia. In serata le terzine dantesche saranno protagoniste di una iniziativa social realizzata in collaborazione con la Dante Society of America e la New York University: si tratta di una “Call to action” che inviterà persone di tutto il mondo a recitare i brani preferiti della Commedia. L’evento si aprirà con un saluto in streaming da Piazza Santa Croce a Firenze e dal Dante Park di New York. Il 14 maggio è la data in cui nel 1865, in occasione dei 600 anni dalla nascita del poeta, si tenne a Firenze il Corteo delle bandiere da Piazza Santo Spirito a Piazza Santa Croce per celebrare la statua di Dante. Questi sono gli eventi principali da segnare in agenda volte a commemorare il poeta fiorentino, ma se la situazione sanitaria lo consentirà i luoghi da lui citati nelle sue terzine diventeranno il nucleo fondamentale per proseguire con le celebrazioni che, tra giugno e settembre, ospiteranno iniziative di vario tipo finalizzate a riscoprire, valorizzare e promuovere a fini culturali ma anche turistici il legame con il Sommo Poeta. E quindi, oltre a Firenze anche Verona avrà l’onore di raccontare al suo visitatore l’eredità culturale dantesca lasciata nella città scaligera. Il cuore del progetto si intitola “La Verona di Dante”, un viaggio in video per scoprire i luoghi del poeta nella città veneta, diretto con la giornalista e scrittrice Francesca Barra e l’attore Claudio Santamaria. Tra il 17 e il 22 maggio il convegno internazionale “Con altra voce ormai, con altro vello. Dante fra antico e moderno” intende indagare sia il contesto storico e culturale del poeta, sia la ricezione dell’opera con particolare riferimento al teatro e al cinema. A Mantova, città in cui Dante ebbe un forte legame con Virgilio, è in programma presso il Palazzo Ducale la mostra “Dante e la cultura del Trecento a Mantova” dal 18 marzo al 20 giugno, mentre il Comune di Borgo Virgilio insieme al Parco Letterario Virgilio proporranno una serie di manifestazioni da aprile a settembre intitolate “Virgilio e Dante nelle acque di Manto”; sono previsti tour guidati, attraverso i percorsi fluviali, ciclopedonali e podistici, attraverseranno i luoghi più suggestivi all’interno del Parco del Mincio. Anche a Milano dal 7 aprile al 15 luglio presso il Duomo si terrà una lettura integrale della Divina Commedia: “100 Canti in 100 Giorni”, sotto la direzione artistica di Massimiliano Finazzer Flory e con la collaborazione dei musicisti del Teatro alla Scala andrà in scena ogni giorno la lettura di un canto dantesco. Oggi la lettura della Divina Commedia può soltanto che farci riflettere sulla condizione attuale in epoca di emergenza sanitaria. Nell’ultimo canto dell’Inferno Dante e Virgilio, dopo aver faticosamente attraversato la galleria sotterranea che collega l’Inferno alla spiaggia dell’Antipurgatorio, contemplano il cielo stellato dell’altro emisfero, una sorta di presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre precedenti. E infatti, Dante ci dice che quel cielo si mostra “come pura felicità dello sguardo”. In quel modo, questa visione si potrebbe associare alla condizione di quarantena alla quale qualcuno di noi è costretto a passare. Viviamo tutti nell’attesa di uscire dal nostro personale inferno, proprio come fecero Dante e Virgilio. Tutti speranzosi di trovarci quanto prima almeno al purgatorio di questa pandemia e di aggrapparci alla sola ed unica speranza di ritornare alla normalità.

Marco Rinaldo

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