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CONCIERGE, CHE PASSIONE!!

Anna Manzo, figlia d’arte, si racconta al Bollettino ripercorrendo le fasi salienti della sua vita professionale e privata. Nelle sue parole emerge prorompente un messaggio chiaro e forte che ci appartiene e ci lega tutti alla nostra professione di Concierge d’Hotel: la passione!!

Sin da piccola, e parliamo di 35 anni fa, quando ancora non avevo scelto l’indirizzo scolastico per le scuole superiori, inventai un gioco insieme ad alcuni miei coetanei vicini di casa che si chiamava Hotel! Ci riunivamo nel pomeriggio e dietro un piccolo banco io facevo il Concierge e davo ai miei amici le più svariate mansioni: La Governante, il Facchino, la cameriera ai piani e così via! Il tutto forse era dettato dai tanti racconti di mio padre che a quei tempi lavorava per alberghi di lusso a Napoli città dove ho vissuto fino ai 18 anni e dove ho studiato in uno dei migliori istituti alberghieri del Sud l’Ippolito Cavalcanti che divenne IPAS (Istituto Professionale Alberghiero di Stato) e poi ancora IPSAR (Istituto professionale servizi alberghieri e ristorativi). A quei tempi i primi tre anni erano dedicati alla professione scelta ed io scelsi Ricevimento e Portineria e si poteva già prendere una qualifica professionale, feci anche un esame. Gli altri due anni per conseguire il diploma completo del quinquennio, scelsi Tecnico delle attività alberghiere piuttosto che Operatore Turistico. Insomma io volevo lavorare in un albergo, e basta! E così fu già all’indomani del mio esame orale di maturità quando cominciai ad Ischia a lavorare come stagista in un albergo di alcuni parenti materni, la famiglia Leonessa, che ancora oggi ricordo con affetto e con cui ho ancora ottimi rapporti di stima. Fu lì che ebbi l’onore di lavorare con il caro Mario D’Orta concierge storico Chiavi d’Oro che ora riveste il ruolo di vicepresidente nella mia associazione regionale, ovviamente la campana. Dopo Ischia dovetti cominciare a pensare come poter esaudire il mio sogno ed iniziare a lavorare nella mia isola di appartenenza essendo mia madre caprese. Fu così che approdai a Capri, dove inizialmente lavorai all’Hotel La Palma ed all’Hotel Flora entrambi 4 stelle dove ho potuto fare la gavetta necessaria fino al 1992 quando finalmente entrai nell’albergo più famoso di Capri di quei tempi: il Grand Hotel Quisisana dove mio padre era Head Concierge. Cominciai a lavorare come cassiera al ristorante perché il Direttore voleva prima testarmi e non mandarmi avanti solo perché ero la figlia del Sig. Leone! Me la cavai abbastanza bene e mi notarono subito per le mie capacità e conoscenze nelle lingue straniere: parlavo e scrivevo inglese, francese e tedesco, lingua che perfezionai nel 1995 a Dusseldorf in uno dei più prestigiosi alberghi della catena Steigenberger il Parkhotel. Così nel 1993 la famiglia Morgano, proprietaria del Quisisana, decise di trasferirmi dal ristorante alla hall ma non in portineria, vista la prevalenza maschile e la presenza di mio padre, ma nel back office del ricevimento dove ho lavorato come booking agent per 13 lunghi anni. Fortunatamente il mio era un ruolo dinamico che attraverso il check-in mi consentiva di accompagnare i clienti in camera e maturare la mia esperienza di contatto diretto con gli ospiti e non più solo telefonico. Esperienza più concreta ma sicuramente molto più complicata, che insieme alle altre vissute al Quisisana mi hanno portato a fare le scelte più importanti della mia vita. Prima fra tutte quella del mio matrimonio con il mio adorato Peppino e la nascita dei miei tre figli Marijan, Christian e Stefano, proprio la gravidanza dell’ultimo ha segnato il mio periodo di fermo materno, diventato troppo complicato per fare la moglie, la mamma e la dipendente d’albergo, tanto che non riuscivo più a far coincidere tutte le esigenze! Per quattro anni mi sono fermata e mi sono dedicata completamente alla mia famiglia, ma appena Stefano ha iniziato a frequentare l’asilo, mi sono immediatamente rimessa in gioco. Questa volta, però, volevo usare appieno il mio dinamismo così da decidere di propormi come Concierge. Avevo ormai quasi 40 anni, proprio l’età adatta per farlo, quand’appunto hai la maturità e l’esperienza giuste per essere un buon concierge, perché secondo me, solo così si può instaurare un rapporto di empatia con i clienti! Grazie ad un caro amico con cui avevo lavorato al Quisisana, mi ritrovai al Punta Tragara all’inizio della sua ascesa; un bellissimo albergo con una bellissima clientela, che io ho amato tantissimo essendo l’ospite per me, tutto! Mi iscrissi subito all’associazione Le chiavi d’Oro e dopo l’Aspirantato ed un piccolo esame interno, finalmente ottenni le mie Chiavi d’Oro. Non vi nascondo che quello è stato il giorno più bello della mia vita professionale e, quando alla cena di Natale dell’Associazione Campana all’hotel Mediterraneo di Napoli, fu proprio mio padre, Socio Senior, ad investirmi, vissi la mia grande emozione. Questa fu per me un’esperienza indimenticabile, alla quale fece seguito nel 2018 la nomina a Concierge dell’anno dal carissimo presidente Antonio Desiderio e quella a Consigliere dell’isola di Capri. Solo qualche settimana fa ho ricevuto l’incarico a fare parte della Commissione di Controllo UIPA!  Un’occasione fornitami dal presidente campano Antonio Desiderio, che ha lavorato al Quisiana insieme a mio padre, grazie alla quale ho reso meno pesante la situazione di disagio che tutti stiamo vivendo a causa del coronavirus.  Al momento, così come tanti altri colleghi, siamo bloccati ancora a casa in attesa dell’apertura dei nostri alberghi che nel mio caso, era stata fissata per il 9 aprile. Sarebbe stata per me l’ottava stagione al Punta Tragara ma sono certa che sebbene questo virus ci abbia costretti a posticipare l’apertura, ci riprenderemo presto. Così come sono sicura che il turismo a Capri ed in tutto il resto del mondo ritornerà presto a fiorire e noi saremo di nuovo pronti a rendere possibile anche l’impossibile… perché questo è il ruolo del concierge, la mia passione.

W le chiavi d’oro

…to be continued

Anna Manzo

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