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IL PIACERE PER IL PALATO

LE ECCELLENZE ITALIANE: IL GELATO

 

Servito in cono oppure in coppetta, il gelato è davvero una delizia insostituibile. Furono proprio gli italiani a inventarlo e a introdurlo in tutto il mondo grazie ai maestri gelatai che servirono le più grandi corti europee nel Rinascimento. Nel corso del tempo l’industria gelataia italiana ha contribuito ad incrementare il suo consumo ovunque e a farlo diventare un piacere per tutti in ogni stagione…

Le antiche scritture ci rivelano che Abramo, camminando nel caldo deserto con il figlio Isacco, lo guardò sudaticcio e gli offrì una mistura di latte di capra e di ghiaccio, forse di neve sciolta. Come avesse ottenuto la neve non ci è dato a sapere, ma una cosa è sicura quello è l’antenato di tutti i gelati del mondo. Secoli dopo Alessandro Magno, in procinto di conquistare il mondo intero, si era portato con sé la vecchia tradizione della frutta tagliata a pezzi, non a caso il padre si chiamava Filippo di Macedonia; quella fu la prima macedonia documentata nella storia e pure lui ci mise dentro un po’ di neve per renderla più fresca. L’invenzione di Alessandro Magno passò poi agli arabi, i quali ce la restituirono con una parola che usiamo ancora oggi, ovvero il sorbetto. Ma nel frattempo gli antichi Romani avevano già capito che si poteva portare giù il ghiaccio dal Monte Soratte, tenerlo in città, conservarlo per l’estate e arricchirlo di aromi: fu così che venne inventata la grattachecca. Più tardi Bernardino Buontalenti, vero genio rinascimentale presso il granducato fiorentino, completò gli Uffizi e costruì gran parte delle ville medicee, ma prese la famiglia de Medici anche per la gola. Infatti, durante le nozze tra Maria de Medici e il re Enrico IV di Francia, al momento del dessert, Buontalenti offrì una mistura di sostanze dolci e cremose con il ghiaccio, una specie di molle crema gelata che per la prima volta utilizzava lo zucchero e le uova. Il trucco tecnico è quello di porre la massa da rendere il gelato all’interno di una vasca di ghiaccio con il sale, perché il sale fa sciogliere il ghiaccio ad una temperatura così bassa che l’acqua gela. Parigi si converte a tal punto che sul finire del Seicento arriva nella capitale francese un palermitano: Francesco Procopio. Egli apre il suo bar attivo ancora oggi, “Le Procope”, facendo fortuna vendendo la sua crema di gelato tra due cialde che i parigini azzannano con convinzione. Il gelato continua ad allargare la sua influenza sul mondo e Giovanni Bosio sbarca verso la fine del Settecento a New York un quarto d’ora prima dell’Indipendence Day, quando erano ancora inglesi, non appena diventano americani cominciò a produrre il gelato. Dunque, il primo promotore internazionale del gelato è un italiano che viene da Firenze, il secondo che ne fa promozione e produzione è un italiano che viene dalla Sicilia e il terzo italiano viene dal Cadore che fa parte di quei geni che esporterà gelatai nel mondo intero; si tratta di Italo Marchioni colui che, da buon cadorino, serviva prima il gelato nei bicchierini in vetro che gli americani non restituivano mai, in quanto erano meravigliosi oggetti soffiati a Venezia perciò Italo fu costretto a brevettare a inizio Novecento quello che chiediamo in ogni gelateria: il cono gelato! L’Italia è l’unica nazione al mondo dove il gelato artigianale detiene oltre la metà del mercato, grazie alla copertura capillare, alla storia, all’abitudine del gelato da passeggio e alla professionalità dei maestri gelatai che sono in grado di realizzare un prodotto assolutamente autentico, senza dimenticare al background culinario che ha portato novità e migliorie. Infatti, negli anni, l’aumento di allergie, intolleranze alimentari e celiachia, ha favorito la diffusione di gusti vegetali senza glutine e senza lattosio, usando latte di riso o di soia, oppure a base di acqua senza perdere il gusto. Ed ora che l’estate è alle porte è tempo di vacanze e quando le temperature cominciano ad aumentare le immagini e le voglie che accomunano un po’ tutti sono la voglia di mare, di palme e di buon gelato che spesso e volentieri diventa un ottimo nutrimento sostitutivo del pasto perciò: buon gelato a tutti!

Marco Rinaldo 

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